LA SCALA UN PALCO VERO PIÚ CHE REALE. UN PALCO DEMOCRATICO **LA SCALA A REAL STAGE MORE THAN A ROYAL. A DEMOCRATIC STAGE.

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LA SCALA UN PALCO VERO PIÚ CHE REALE. UN PALCO DEMOCRATICO. 

7 Dicembre festa del patrono della nostra Milano, Sant’Ambroeus, giornata sempre frenetica, noi milanesi siamo schizofrenici non c’è dubbio c’è un virus così potente, se non facciamo, ci ammaliamo.

Un “absolutely a premiere” da non perdere, non necessariamente in presenza alla Scala che certo sarebbe una gran goduria, ma anche correre a casa per rintanarsi sul divano, di fronte al camino, con una tisana e un ci-cin-in  di grappa, intanto che finalmente la tipica pioggerellina indecisa cala sulla città con quell’umidità appena pungente, un solletico che ti batte in faccia e a me non dispiace affatto, mentre corro al solito in bicicletta per essere puntuale all’orario dettato dallo schermo.

Il Natale 2022 a Milano è da oggi ufficialmente ovunque, sfolgorante da Piazza Duomo a Piazzale Loreto, una scia di lampadine led, alberi ovunque e il Presepio in ogni chiesa. É un tepore rassicurante.

La Scala si è preparata alla sua “primissima” per la rappresentazione BORIS GODUNOV l’opera lirica russa di Musorgskij, su libretto proprio, basata sul dramma di Puškin e sulla Storia dello Stato Russo di Nikolaj Karamzin. Opera lirica composta nel 1868, ambientato in Russia 1598-1605 a dirigere l’orchestra Riccardo Chailly, regia di Kasper Holten.

Con l’incessante lavoro, di artisti, coro, corpo di ballo, scenografi, costumisti, musicisti, orchestra, maestranze, tecnici, provenienti da ogni parte del mondo. Una macchina così laboriosa, ha prodotto un meraviglioso spettacolo. Sono circa 800-900 le persone che formicolano dietro e di fronte le quinte del più prestigioso famoso e storico Teatro Lirico al mondo, Il Teatro Alla Scala di Milano.

Un cast superlativo, per un’opera imponente, sulla brutalità del potere.

Un coro protagonista, così popolo, così vero. Chiunque abbia governato il popolo russo lo ha affamato. Eh sì la Storia non si cancella. Nulla di nuovo, si ripete ai giorni nostri.

La mia riflessione che già in altre occasioni ho affermato. 

La Storia non è mai fragile è la nostra memoria. Se a qualcuno fa difetto, pronti altri a ricordarla. Nei secoli ogni generazione ha tramandato i fatti e il suo sentire. Chi ne offusca, o peggio la nega, è un impostore criminale. La Storia insegna.

Non confondiamo il momento politico drammatico di questi tempi dell’invasione della Russia all’Ucraina. Questa rappresentazione è un omaggio alla cultura russa. Proprio a ricordare che la Storia è maestra.

L’han ben pensata il Teatro La Scala, il Teatro Lirico numero uno, eccellenza italiana in tutto il mondo.

Del resto il tentativo politico-artistico italiano di trovare una soluzione è nobile: Putin non è la Russia. Il popolo russo non vuole la guerra, che Putin si ostina a far credere “operazione speciale”. É colpa del potere che governa. Sembra che la storia si ripete.

Quegli attacchi a gelare, intirizzire, e rendere buie la vita degli ucraini altro non è se il tentativo di ripetersi in questo inverno 2022 del Holodomor, letteralmente sino ad esserne morti per fame.

Una carestia che è stata una carneficina così subdola da non poter chiamarsi umani chi l’ha voluta. Quattro milioni o molti di più milioni di persone morirono.

No, non faremo morire di fame gli ucraini, il mondo occidentale è più unito come mai lo è stato prima. Ma sarà un inverno durissimo, al freddo, al gelo dell’implacabile inverno.

Il gelo e il buio minano la speranza dell’anima.

Ma non quello degli ucraini, che hanno un fortissimo senso di ribellione alla tirannia.

Che popolo orgoglioso della propria identità, della propria indipendenza!

Io però mi chiedo, è da 10 mesi che me lo chiedo, perché il popolo russo, non ha quel guizzo di ribellione ogni volta che tale tiranno, despota, dittatore si affaccia al Cremlino.

E certo, come solo lo pensi il potere ti elimina, ti fa fuori.

La democrazia è costata ovunque fiumi di sangue. Senza Democrazia non esiste la Libertà.

Gli scrittori russi, hanno saputo con tale profondità lasciarci magnifica letteratura. Patrimonio russo d’indiscussa passione l’esaltazione delle lacerazioni dell’animo tanto per la propria storia nei secoli.

E mi chiedo perché il popolo che ha memoria di quanto chi prima di loro ha sofferto, oggi non reagisce?

Non reagisce forte, potente contro tale crimine di guerra, l’invasione della Russia in uno Stato Sovrano, Indipendente quale è l’Ucraina?

IL PALCO DELLA SCALA ERA VERO, PIÚ CHE REALE. UN VERO PALCO DEMOCRATICO. 

BORIS GODUNOV, il dipanarsi dell’opera è tutto lavoro all’unisono degli attori-cantanti, bellissimi costumi che attraversano epoche, ben diretti con quella freddezza anglosassone, dal regista danese Kasper Holten e una direzione dell’orchestra, perfetta, Riccardo Chailly è una garanzia, asciutto e nei fatti.

Poche le concessioni alla poesia. Del resto il testo non da motivo…Un ottimo reso conto in cronaca. O forse molto unico. Così mi è sembrato.

Ha affascinato lo straordinario basso, russo, con una presenza scenica spettacolare: Ildar Abdrazakov, il gran finale ha reso toccante il dramma della fine vita e la fine del potere, con una preghiera…al perdono. Il mio sentire non perdona. Ma sono scelte.

Non era che un uomo Boris Godunov. Applausi per 15 minuti! Qua mi fermo perché sono appassionata di lirica ma non esperta.

Sì la Cultura Russa non si cancella. Ha detto il nostro amato Presidente Mattarella. E ci mancherebbe.

Dal divano di casa ho visto in TV un palco vero, che presagisce un solido avvenire. E Milano ha dato il bentornato al nostro Presidente Sergio Mattarella, accompagnato da sua figlia, con un’infinità di applausi, almeno 5 minuti. Sì è amato il nostro Presidente della Repubblica.

Elegantissime sia la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen che la nostra carinissima Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a fianco la 2°carica dello Stato, Ignazio Larussa.

UN PALCO DEMOCRATICO. UN PALCO VERO.

Poi il nostro Sindaco, Beppe Sala, che è immutato nell’aspetto dalla prima elezione. Non si trovano successori, intanto che lui con adattabilità all’evolversi del potere centrale, ben si allinea.

E dunque noi milanesi siam così, abbiamo imbalsamato il nostro Sindaco Sala perché duri altri 4 anni…Chi lo trova un altro manager così?!  All’orizzonte per Milano non si è visto un anno fa quando è stato rieletto, senza opposizione, non se ne vede ora. Sala è un po’ troppo borghese ma gli eventi di guerra dallo scorso febbraio lo hanno sorpreso e ha capito che le politiche che perseguiva erano sballate. Semplicemente ha toccato con mano. E sembra si dia da fare a essere più il nostro Sindaco e meno un politico che arranca non si sa dove. Sembra.

E poi sempre gran presenza il bel palco di Liliana Segre con Andreé Shammah a rassicurare l’Italia ebraica, e quella democratica che Milano e l’Italia sono sempre fermamente in armonia congiunta con Israele. Posso avvalorare che Milano lo è sempre stata. Per chi cerca rogne, sappia che per Milano non è una novità.

Insomma un gran bel parterre, tanti i bei nomi, e non solo i soliti magnati frequentatori.

Non ho visto dalla TV abiti scintillanti come è successo sempre in annate meno dolorose, e così il rigore sottolineato, in un tale periodo di guerra, ma Milano della Moda come sempre ha stravinto e centrato con la grande classe.

Tra il pubblico “le sciure de Milan”, graziose e vivaci, con quell’allure esclusiva di chic che di più non si può, per assistere alla “Prima Alla Scala”. Tanto “sciure” che per lo più sono anonime benefattrici. Nessuna con le mani in mano…

Gli artisti tanti da ogni parte del mondo. Un’eccezione all’eleganza è concessa a una maglietta sotto giacca scura del tenore iraniano, Ratmin Ghazavi che incita alla libertà alle donne in Iran.

E lì nel glamour del foyer, ha comunicato il sentire di un popolo, dove la polizia morale ha soppresso ogni canto di libertà.

Che belle quelle ragazze, quelle donne iraniane che si ribellano, che urlano alla Libertà.

L’Iran che condanna a morte un ragazzo di 23 anni che ha pesantemente protestato…Che immoralità, decadenza, tirannia. Autocrazia e Teocrazia regimi che si riconoscono. Che si armano contro l’Ucraina…

Milano si è sempre scatenata in nome della Libertà. Chiunque anche di passaggio, ha potuto sentire ogni grido che la evocava.

La Scala esaltazione della rappresentazione artistica che tocchi con mano. In teatro ogni talento deve essere vero. Il loggione è implacabile, ti osserva e ascolta.

Fuori dal teatro, le solite tante manifestazioni che caratterizzano la “Prima Alla Scala” quest’anno anche gli ucraini contro la rappresentazione dell’opera, probabilmente non hanno compreso, in anticipo il tentativo del Governo italiano in associazione con il Teatro Lirico più importante e imponente al mondo, di avvicinare Putin, ricordandogli che noi, Italia, Europa, la cultura russa, tramite i suoi autori la celebriamo. Non la neghiamo.

Putin non può cancellare l’identità, l’indipendenza, la cultura, la Libertà dell’Ucraina.

Il diritto dell’Ucraina di esistere.

La Cultura Russa non si cancella, ha detto il nostro così rassicurante Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

E la nostra Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affermato che la cultura è libera, e non si può confondere con i momenti che viviamo, lei a Capo del Governo dell’Italia, insiste sulla condanna dell’aggressione della Russia in Ucraina. Specificando che il Governo russo che viviamo, è un’altra cosa dalla volontà del popolo.

Giorgia Meloni sta facendo bene, si è ben allenata alle banalità che la sinistra non riesce a metterle per traverso. Per decenni ci sono stati loro al governo, e ora riprenderci la solidità quale nazione è una priorità. Che non si realizza dalla sera alla mattina, ma lei ha la forza di volontà di chi non si arrende.

Questa Prima alla Scala, mi è apparso un ottimo tentativo per avvicinare Putin a sedersi a un tavolo. La Russia è nel continente Europa. La sua cultura è la nostra. La nostra è la sua.

La Cultura è scambio continuo. Non penso che il tentativo così imponente del Teatro La Scala riesca, ma certo è un messaggio forte al Cremlino.

Non può succedere un altro Holomodor. Gli ucraini non si arrenderanno mai.

Papa Francesco aveva provato a rappacificare il Venerdì che precede la Pasqua di Resurrezione, era lo scorso 15 aprile, con una donna russa e una donna ucraina sotto la Croce. Non è stato compreso.

E ora questo tentativo, ma sia sempre chiaro che la cultura non è né di destra e né di sinistra. Sono i sinistri che ne hanno sempre voluto avere l’esclusività. Eh certo che ne so qualcosa…

Che il pensiero, e le arti, la cultura in ogni sua definizione volino sempre liberi.

E così la cultura sportiva di cui sono paladina.

 

il libro IL FIGHTER D’ITALIA GIANCARLO GARBELLI 2°ed.

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LA SCALA A REAL STAGE MORE THAN A ROYAL. A DEMOCRATIC STAGE.

December 7th feast of the patron saint of Milano, Sant’Ambroeus, is always a hectic day, we Milanese are schizophrenic there is no doubt there is such a powerful virus, and if we don’t do it, we will get sick.

An “absolutely a premiere” not to be missed, not necessarily in the presence La Scala Theatre which would certainly be a great pleasure, but also rushing home to hole up on the sofa, in front of the fireplace, with herbal tea and a ci-cin-in of grappa , meanwhile that finally the typical undecided drizzle descends on the city with that barely pungent humidity, a tickle that beats on your face and I don’t mind at all, while I run by bike, as usual, to be punctual at the time dictated by the screen.

Christmas 2022 in Milano is now officially everywhere, dazzling from Piazza Duomo to Piazzale Loreto, a trail of LED bulbs, trees everywhere, and the Crib in every church. It’s a reassuring warmth.
La Scala is preparing for its “premiere” for the performance of BORIS GODUNOV the Russian opera by Musorgsky, with its own libretto, based on the play by Pushkin and on the History of the Russian State by Nikolaj Karamzin. Opera composed in 1868, set in Russia 1598-1605 conducted by the orchestra Riccardo Chailly, directed by Kasper Holten.

With the incessant work of artists, choir, corps de ballet, set designers, costume designers, musicians, orchestra, workers, and technicians, coming from all over the world. Such a hardworking machine, it put forth a wonderful show. There are about 800-900 people swarming behind and in front of the scenes of the most prestigious, famous, and historic opera house in the world, La Scala in Milano.

A superlative cast, for an impressive work, on the brutality of power.

A protagonist choir is so popular, so true. Whoever ruled the Russian people starved them. Oh yes, history is not erased. Nothing new, it repeats itself nowadays.

My reflection that I have already stated on other occasions.

History is never fragile in our memory. If someone lacks it, others are ready to remember it. Over the centuries, each generation has handed down the facts and their feelings. Whoever obfuscates it or worse denies it, is a criminal imposter!  History teaches.

Let’s not confuse the dramatic political moment of these times with Russia’s invasion of Ukraine. This representation is a tribute to Russian culture. Just remember that History is a teacher.

The Teatro La Scala, the number one opera house, Italian excellence all over the world, thought it well.

After all, the Italian political-artistic attempt to find a solution is noble: Putin is not Russia. The Russian people do not want war, so Putin persists in making believe a “special operation”. It is the fault of the power that governs.

It seems that history repeats itself.
Those attacks to freeze, numb, and make the lives of Ukrainians dark are none other than the attempt to repeat themselves in this winter 2022 of the Holodomor, literally until they died of starvation.
A famine that was such a subtle carnage that those who wanted it cannot be called human. Four million or many more million people died.
No, we will not starve the Ukrainians, the Western world is more united than ever before. But it will be a very hard winter, in the cold, in the frost of the relentless winter.

Frost and darkness undermine the hope of the soul.

But not that of the Ukrainians, who have a very strong sense of rebellion against tyranny.

What a People proud of their identity, their independence! 

But I wonder, I’ve been wondering for 10 months, why the Russian people don’t have that flicker of rebellion every time such a tyrant, despot, or dictator appears in the Kremlin.
And of course, just as you think it, power eliminates you, it kills you.

Democracy has cost rivers of blood everywhere. Without Democracy there is no Freedom.
Russian writers have been able to leave us magnificent literature with such depth. Russian heritage of undisputed passion the exaltation of the lacerations of the soul both for its own history over the centuries.
And I wonder why the people who remember how much those who suffered before them don’t react today.
Doesn’t Russia’s invasion of a Sovereign, Independent State like Ukraine react strongly, and mighty against this war crime?

THE PALCO DELLA SCALA WAS REAL, MORE THAN ROYAL. A TRUE DEMOCRATIC STAGE.

BORIS GODUNOV, the unraveling of the opera is all work in unison of the actors-singers, beautiful costumes that cross eras, well directed with that Anglo-Saxon coldness, by the Danish director Kasper Holten and a perfect orchestra direction, Riccardo Chailly is a guarantee, dry and in fact.

Few concessions to poetry. After all, the text does not give a reason … An excellent account of the news. Or maybe very unique. So it seemed to me.

The extraordinary bass, Russian, with a spectacular stage presence: Ildar Abdrazakov fascinated, the grand finale made the drama touchy of the end of life and the end of power, with a prayer … for forgiveness.

My feeling does not forgive. But they are choices.

It was but a man Boris Godunov. Cheers for 15 minutes! I stop here because I am passionate about opera but not an expert.
Yes, Russian Culture cannot be erased. Our beloved President Mattarella said. O course!

From the sofa at home, I saw a real stage on TV, which portends a solid future. And Milano welcomed back our President Sergio Mattarella, accompanied by his daughter, with endless applause, for at least 5 minutes. Yes, our President of the Republic is loved.
Very elegant by both the President of the European Commission, Ursula von der Leyen, and our very nice Prime Minister Giorgia Meloni, alongside the 2nd office of the state, Ignazio Larussa.

A DEMOCRATIC STAGE. A REAL STAGE.

Then our Mayor, Beppe Sala, who hasn’t changed in appearance since the first election. No successors can be found, while he is well aligned with his adaptability to the evolution of central power.
And so we Milanese are like this, we embalmed our Mayor Sala to last another 4 years… Who finds another manager like this?! The horizon for Milan was not seen a year ago when he was re-elected, without opposition, he is not seen now. Sala is a bit too bourgeois,  but the war events since last February surprised him and he realized that the policies he was pursuing were screwed up. He simply touched it with his hand. And he seems to be busy being more of our Mayor and less a politician trudging who knows where. It seems.

And then Liliana Segre’s beautiful stage with Andreé Shammah was always a great presence to reassure Jewish Italy and the democratic one that Milano and Italy are always firmly in joint harmony with Israel.

I can confirm that Milano has always been. For those looking for trouble, know that this is nothing new for Milano
In short, a great parterre, with many beautiful names, and not just the usual magnates.
I haven’t seen glittering dresses on TV as always happened in less painful years, and so the underlined rigor, in such a period of war, but the Milano of Fashion has always swept away and hit the mark with great class.

In the audience “le sciure de Milan”, graceful and lively, with that exclusive allure of chic that you can’t get more, to attend the “Prima Della Scala”. So much “sciure” that mostly they are anonymous benefactors. None with hands in hand…

Many artists from all over the world. An exception to elegance is granted to a t-shirt under a dark jacket by the Iranian tenor, Ratmin Ghazavi who incites freedom for women in Iran.
And there in the glamorous foyer, he communicated the feeling of a people, where the moral police have suppressed every song of freedom.

How beautiful those girls, those Iranian women who rebel, who scream for Freedom.
Iran condemning to death a 23-year-old boy who heavily protested… What immorality, decadence, tyranny. Autocracy and Theocracy regimes recognize each other. Arming themselves against Ukraine…

Milano has always been unleashed in the name of Freedom. Anyone even passing by could hear every cry that evoked it.
La Scala exaltation of the artistic representation that you touch with your hand. In the theater, every talent must be true. The gallery watches and listens to you relentlessly.

Outside the theater, the usual many demonstrations that characterize the “Prima Alla Scala” this year also the Ukrainians against the representation of the opera probably did not understand, in advance, the attempt by the Italian Government in association with the most important and impressive in the world, to bring Putin closer, reminding him that we, Italy, Europe, Russian culture, celebrate it through its authors. We do not deny it.

Putin cannot erase the identity, independence, culture, and freedom of Ukraine.
Ukraine’s right to exist.

Russian culture cannot be canceled, said our reassuring President of the Republic Sergio Mattarella.
And our Prime Minister Giorgia Meloni affirmed that culture is free, and cannot be confused with the moments we live in, she, as Head of the Government of Italy, insists on condemning Russia’s aggression in Ukraine. Specifying that the Russian government we live in is something else from the will of the people.

Giorgia Meloni is doing well, she has trained well in the obvious that the left cannot get sideways. For decades they have been in government, and now taking back our solidity as a nation is a priority. That doesn’t happen overnight, but she has the willpower of someone who doesn’t give up.

This Prima at La Scala seemed like an excellent attempt to get Putin to sit down at a table. Russia is on the continent of Europe. His culture is ours. Ours is hers.
Culture is a continuous exchange. I don’t think that such an impressive attempt by the Teatro La Scala will succeed, but it is certainly a message that is strongly in the Kremlin.

Another Holomodor can’t happen. Ukrainians will never give up.
Pope Francis had tried on the Friday preceding Easter of Resurrection, with a Russian woman and a Ukrainian woman under the Cross. He was not understood.

And now this attempt, let’s be clear, culture is neither right nor left. It’s the lefty party that has always pretended to have exclusivity. Oh, sure I know something…
May thought, and the arts, culture in all its definitions always fly free.
And so sports culture which I’m a paladin.

the book Italian original language  IL FIGHTER D’ITALIA GIANCARLO GARBELLI 2nd edition.

https://www.giannamariagarbelli.com/?product=libro-il-fighter-ditalia-giancarlo-garbelli-2-edizione