NIRAM FERRETTI. L’Ebreo Fighter Intellettuale. **NIRAM FERRETTI. The Jewish Intellectual Fighter.

🥊🥊🇮🇹NIRAM FERRETTI. L’Ebreo Fighter Intellettuale.

NIRAM FERRETTI è illuminante, acuto e geniale. Nelle mie pagine di Cultura della Boxe ci sta benissimo. Perchè è il più inciso FIGHTER INTELLETTUALE che abbia scoperto negli ultimi anni. Io che ho avuto il previlegio di frequentare e diventare amica, di un grande intellettuale della Boxe, anche lui Ebreo, BUDD SCHULBERG, scrittore e premio Oscar con “Fronte del Porto”, l’accostamento mi è venuto facile. NIRAM FERRETTI non sa nulla di Boxe. La Boxe che è prima di tutto una disposizione dell’anima e della mente, quindi lui  sta a me, con la sua  profonda risorsa di conoscenza e competenza, del momento caotico che viviamo. Dove tutte le tesi si sovrappongono. Sopratutto quelle ipocrite.

E io che non mi accontento della superficialità di chi si accomoda come gli conviene, mi arrichisco dell’amicizia  di NIRAM FERRETTI  e così onorata ospito e propongo a voi miei lettori, in via del tutto eccezionale il suo scritto illuminante.

Niram Ferretti

ACCOSTAMENTI IMPROPONIBILI

Fu Giulio Meotti, un anno e mezzo fa, a mettere il dito nella piaga, lamentando l’associazione improponibile tra ebrei morti durante la Shoah e migranti morti in mare. Questo accostamento assolutamente ideologico e che grida vendetta continua a essere proposto a sinistra, non ultimo il sindaco di Padova Sergio Giordani, il quale intervenendo alla cerimonia di posa delle «Pietre d’inciampo» con i nomi di sei vittime della Shoah, ha parlato dei migranti creando l’associazione morti ebrei di ieri, morti migranti di oggi e, ovviamente, sottointendendo che chi non accoglie oggi i migranti è come i fascisti e i nazisti che ieri uccidevano gli ebrei (nel caso peggiore) oppure si rende complice con la propria indifferenza della loro sorte. Ogni riferimento alle politiche anti-immigrazione della Lega è del tutto voluto.

Anche la senatrice Liliana Segre, da ebrea sopravvissuta ad Auschwitz, intervenendo recentemente a un incontro pubblico, ha proposto un paragone tra la sua condizione del passato e quella dei migranti di oggi.

“Anche io sono stata una richiedente asilo clandestina e so cosa si trova ad esser straniera nella terra di nessuno, ma come faccio a gridarlo a chi vuole i muri?”.

Papa Francesco, ha ribadito tempo fa che Gesù stesso e la sua famiglia erano dei rifugiati. Accostamento tirato per i capelli, buono per un siparietto da cabaret ma poco rispettoso del racconto evangelico, poiché, naturalmente, Gesù non fu mai un rifugiato ma un ebreo che si mosse in Giudea (questo il nome della regione all’Epoca, non Palestina, quest’ultima sarebbe subentrata 135 anni dopo la sua morte) e Galilea.

Questa è dunque la koine che a molteplici livelli si cerca di imporre deformando i fatti e la realtà e volendo a tutti i costi fare credere che chi cerca di limitare l’immigrazione sia un delinquente, o peggio un nemico dell’Uomo e dell’umanità.

ACCOSTAMENTI IMPROPONIBILI

La Shoah è un unicum storico, non c’è nulla di simile nè prima nè dopo, per intento (la volontà di sterminare TUTTI gli ebrei, ovunque essi fossero per il solo fatto di essere ebrei), sistematicità, organizzazione. Associare a questo crimine inaudito la morte dei migranti in mare, che merita, come è ovvio, la pietà umana, è grottesco e inaccettabile.

Capiamo la senatrice Segre, ma la sua situazione di ebrea perseguitata da iscriversi nel contesto di una tragedia immane come la Shoah nulla ha a che vedere con le politiche degli stati che intendono limitare l’afflusso dei migranti, soprattutto quelli clandestini. Non si può pretendere che uno stato apra incondizionatamente le proprie porte a chiunque senza se e senza ma. Questa è pura demagogia. Con i buoni sentimenti si lastricano le strade dell’inferno. Ci vuole senso della realtà, non demagogia.

Vanno dunque respinti senza esitazione tutti questi tentativi di demonizzare chi si oppone all’immigrazione indiscriminata, all’abbattimento dei confini e dei muri per fare entrare tutti, anche chi, delle nostre leggi, della nostra cultura, di ciò che resta della nostra civiltà vuole solo approfittarsi, non per integrarsi e farne parte ma per costituirsi come corpo antagonista.

Niram Ferretti

foto dall’articolo di NIRAM FERRETTI “Accostamenti Improponibili” **photo of the article by NIRAM FERRETTI “Impractical Combinations”

Con BUDD SCHULBERG, scrittore editorialista di Sport Illustrated, già Premio Oscar  –New York, 27 marzo 1914 – 5 agosto 2009. **With BUDD SCHULBERG, writer and columnist of Sport Illustrated and Oscar Academy Award winner. -New York, March 27th, 1914 – August 5th, 2009.

🥊🥊NIRAM FERRETTI. The Jewish Intellectual Fighter

NIRAM FERRETTI is illuminating, acute and brilliant. Here in my pages of Boxing Culture he is fine. Because it is the most incised INTELLECTUAL FIGHTER I have discovered in recent years. I, who had the privilege becoming a friend, of a great Boxing intellectual, also Jewish, BUDD SCHULBERG, writer and Oscar winner with “On the Waterfront“,  the approach was easy for me. NIRAM FERRETTI knows nothing about Boxing. Boxing is first of all a disposition of the soul and the mind, so he is to me, with his profound resource of knowledge and competence, of the chaotic moment we live. Where all the theses overlap. Especially hypocritical ones.

And I who don’t content myself with the superficiality of those who accommodate themselves as it suits them, I enrich myself with the friendship of NIRAM FERRETTI and so honored I host and I propose to you my readers, exceptionally, his illuminating writing.

Sorry, I can’t translate  his article, from Italian to English as usual, as is not my writing.  I know you may help yourself,  the tile is  “Impractical Combinations”

by Niram Ferretti