GARBELLI vs PAPP e la lezione del montante al fegato. É da prima pagina! **GARBELLI vs PAPP and the lesson of the liver uppercut. It’s the paper’s front page!

🥊🥊🇮🇹GARBELLI vs PAPP e la lezione del montante al fegato. É da prima pagina!

GARBELLI vs PAPP e la lezione del montante al fegato. Quando la Grande Boxe è da prima pagina! Da quanto la boxe di casa nostra non è più da prima pagina? Beh da quando in Italia non c’è più lo sport, ma solo il calcio.

Qua il nostro più grande Campione di sempre GIANCARLO GARBELLI vince, nella notte della Boxe di tradizione, la Notte di Santo Stefano, il 26 dicembre 1960, sull’avversario considerato il miglior Peso Medio LASZLO PAPP.

Il pari è una forzatura, obbligata concessione politica dell’arbitro svizzero; altrimenti il tre volte Medaglia d’Oro, in tre Olimpiadi consecutive nei Pesi Medi, LASZLO PAPP, non può tornare nella sua Ungheria della Cortina di Ferro- sotto il regime comunista- e non potrà più combattere guadagnando quattrini in Europa e tentare la carta del mondiale negli USA vs JOEY GIARDELLO.

Cos’è un montante? Un uppercut?

Qualche giorno fa sui Social, c’era chi si chiedeva cos’è esattamente un montante? Il montante è un gancio che ascende. Quindi lo si può chiamare in entrambi i modi. Mio Padre lo chiama colpo al fegato, o montante. La traiettoria è quella di un gancio ascendente.

Il colpo al fegato, per essere tale quindi efficace, e far piegare le gambe all’avversario, deve sprigionare potenza dalle gambe, roteare il torso, o anche piroettare con tutto il corpo, e poi dipende dalla distanza, più è corto più è gancio semplice e secco, con appena più spazio ascende, sale è quindi montante, più incisivo, micidiale. È un colpo che annienta la capacità dell’avversario a stare in piedi. GARBELLI ne è maestro!

No, non c’è Campione di Boxe che ha dato più emozioni, spettacolarità di GIANCARLO GARBELLI. Dai finiscila con la tua ignoranza: nessuno meglio di GARBELLI.

NINO BENVENUTI una schiappa raccomandata e mantenuta seppur per una Medaglia d’Oro. Il dilettantismo è stata la sua massima espressione. Ne ho  già scritto qualche blog fa. Un conto è il marketing, il gossip, un altro è l’abilità atletica, il talento,  il carisma che trascina la folla degli appassionati.

Chiunque conosca la boxe, sa bene che non c’è competizione con nessuno e che gli altri nati o prima o dopo, stanno a GARBELLI ad abbondante distanza. Il guerriero, il combattente impavido, IL FIGHTER D’ITALIA è uno solo,  GIANCARLO GARBELLI.

Di certo GIANCARLO GARBELLI ha dato il via alla Grande Boxe del Dopo Guerra, ha entusiasmato così tanto che per decenni se n’è parlato. Se ne parlerà sempre,  campioni così sono rarità. Ha infuocato così tanto la folla che anche i pugili che sono venuti dopo, non sono stati in grado di reggere il confronto. Nessuno mai è stato in grado. Il pubblico affamato di grande boxe è stato deluso. E forse si è solo accontentato…

Succede in qualsiasi sport i cui fenomenali rappresentanti non nascono proprio tutti i giorni…quellli che nascono tutti i giorni li trovi nei giochi di palla. Nel calcio. Ma persino nel tennis maschile, per dire…in Italia non capita da decenni di sognare in grande…La boxe come sai,  non è un gioco. É competizione allo stato puro.

Cosa penso di NINO BENVENUTI quale pugile?

Prima che sia troppo tardi, vi dico la mia opinione, ampiamente dimostrata e l’ho sentito dire anche da mio Padre che non ne parlava se non obbligato a rispondere, e ne diceva comunque poco e con sufficienza. C’è un  tacito rispetto tra i pugili. GARBELLI è più che noto è stato un gran signore. BENVENUTI deve ancora a ottant’anni, prendere lezioni.

BENVENUTI non era adatto al pugilato professionisti. Combatteva in punta di piedi, curvo di lato, per non affrontare l’avversario. Il suo pugilato era basico: uso del jab sinistro di scuola e la guardia sempre alta, tempi e riflessi normali altrimenti avrebbe un curriculum rispettabile. Non amava lo scontro, il corpo al corpo, è impossibile se sei un vero campione evitare la battaglia sul ring. Non aveva la forza del picchiatore, scarsa, la sua resistenza al dolore.

Era un furbastro dalle infinite malizie che con disinvoltura azionava con fare elegante per meglio mascherarle…Insomma più un campione del trucco che un campione di boxe! Nemmeno vs il tenacissimo nero, DICK TIGER, splendido nelle sue vittorie contro RUBIN “hurricane” CARTER,  JOEY GIARDELLO, e PETER MULLER, (lo stesso MULLER degli anni migliori, superato brillantemente da GARBELLI e dallo stesso PAPP), dicevo, nemmeno vs DICK TIGER, BENVENUTI ebbe la meglio.

DICK TIGER origine nigeriana, dal Regno Unito all’America, un campione contrastato per motivi razziali, mi ha raccontato il suo allenatore e manager GIL CLANCY, lo stesso di EMILE GRIFFITH, e così l’ultimo sussulto di gloria DICK TIGER ormai a quarantenne, agli ultimi cents della sua ammirabile carriera, lo ebbe vs il nostro NINO BENVENUTI, il quale non seppe imporsi con quel grande vecchio campione, e perse nettamente e finendo anche al tappeto.

Il gancio al fegato, il miglior colpo di GIANCARLO GARBELLI, così le gambe si piegano…
dura poi stare in piedi. Qua vs JEAN-CLAUDE POISSON  per i Pesi Medi. 🥊🥊The hook to the liver, the best shot of GIANCARLO GARBELLI, so the legs bend … then it’s  hard to to stand up. here  vs JEAN-CLAUDE POISSON for the Middle Weights

GARBELLI  montante al fegato! 🥊🥊GARBELLI  uppercut to the liver! 

La notte della Boxe era la notte di Santo Stefano, il 26 dicembre 1960 al Palazzo dello Sport di Milano LASZLO PAPP vs GIANCARLO GARBELLI. Prima e dopo il match è da prima pagina e titoloni sui quotidiani, qua un ritaglio dell’allora mitica GAZZETTA DELLO SPORT, che all’epoca vendeva milioni di copie. Così il 27 dicembre 1960, il giorno dopo il match, in edicola. 🥊🥊The Boxing’s Night was, the  Boxing Day, December 26yh, 1960 at the Palazzo dello Sport in Milano. LASZLO PAPP vs GIANCARLO GARBELLI. Before and after the fight, it’s front page and headlines in the  newspapers, here a cut of the legendary GAZZETTA DELLO SPORT, that at the time, sold millions, here Dec 27th 1960, the next day at kiosk.

🥊🥊GARBELLI vs PAPP and the lesson of the liver uppercut. It’s the  paper’s front page!

GARBELLI vs PAPP and the lesson of the liver uppercut. It was the time when  Great Boxing is on  the front page! How much is our home boxing no longer on the front page? Well since in Italy there is no  sport, but only football.

Here our greatest champion GIANCARLO GARBELLI  wins, on the Boxing’s Night as  tradition, the Night of Saint Stephen, on December 26th, 1960, on the opponent considered the best Mddle Weight LASZLO PAPP.

The draw is a forcing, forced political concession by the Swiss referee; otherwise the three times Gold Medal, in three consecutive Olympics in the Middle Weights division, LASZLO PAPP, can’t return to his Hungary of the Iron Curtain – under the communist regime – and will no longer be able to fight gaining money in Europe and to try to get the World Title in the USA vs. JOEY GIARDELLO.


What is a hook? An uppercut?

 

A few days ago on Social, there were those who wondered what exactly a uppercut? The uppercut is a hook that ascends. So you can call it either way. My Father calls it a blow to the liver, or uppercut. The trajectory is that of an ascending hook.

The blow to the liver, to be such therefore effective, and to bend the legs of  the opponent, must release power from the legs, rotate the torso, or even pirouette with the whole body, and then depends on the distance, the more it is short the more it’s the hook simple and sharp, with just more space ascending,  is therefore upright, more incisive, deadly. It’s a blow that destroys the opponent’s ability to stand up. GARBELLI is master of it!

No, there is no Boxing Champion who has given more emotions, spectacularity than GIANCARLO GARBELLI. Come on end it with your ignorance: no one better than GARBELLI.

NINO BENVENUTI a recommended bluff, even if he earned a Gold Medal 1960. Dilettantism was its highest expression. I’ve already written a few blogs ago. One thing is marketing, gossip, another is the athletic ability, skills, talent, charisma that drags the crowd of fans.

Anyone who knows boxing, knows that there is no competition with anyone and that others born before or after, are all at GARBELLI far away. The warrior, the fearless fighter, IL FIGHTER D’ITALIA is only one, GIANCARLO GARBELLI.

Certainly GIANCARLO GARBELLI started the Post-War World II, Great Boxing, he was so excited that for decades he was the talk.  We will always talk about him, champions like that are rarities. He has so inflamed the crowd that even the boxers who came later, have not been able to stand comparison. No one has ever been able. The hungry audience of Great Boxing was disappointed. And maybe it’s just accepted …

It happens in any sport whose phenomenal representatives are not born every day … those that are born every day you find them in ball games. In football. But even in men’s tennis, to say … in Italy it has not been decades of dreaming big … Still as you know, Boxing is not a game. It is pure competition.


What do I think of NINO BENVENUTI as a boxer?

 

Before it is too late, I tell you my opinion, amply demonstrated and I heard it also from my Father who didn’t talk about it,  if not obliged to answer, and he said little and sufficiently. The tacit respect between the boxers is known. GARBELLI is more than known he was a true gentleman. BENVENUTI still has to take lessons at eighty yrs old.BENVENUTI was not suitable for professional boxing. He fought on tiptoe, curved to the side, not to face the opponent. His boxing was basic: use of the left school jab and always high guard, normal times and reflexes otherwise would have a respectable resumee.

He didn’t like confrontation, body to body, it’s impossible if you are a real champion to avoid the battle in the ring. He did not have the strength to beat hard, poor his resistance to pain.He was a sly man with endless mischievousness who casually operated elegantly to better disguise them …

In short, more a fake champion, than a boxing champion! Not even against the tenacious black, DICK TIGER, splendid in his victories against RUBIN “hurricane” CARTER, JOEY GIARDELLO, and PETER MULLER, (the same MULLER of the best years, brilliantly won by GARBELLI and PAPP himself), I said, not even against DICK TIGER, BENVENUTI had the best.

DICK TIGER Nigerian origin, from the United Kingdom to America, a champion thwarted

for racial reasons, told me his trainer and manager GIL CLANCY, the same as EMILE GRIFFITH, and so the last gust of glory DICK TIGER at forty yrs old, the last cents of his admirable career, he had by our NINO BENVENUTI, who could not impose himself with that great old champion, and lost sharply and even ending up on the carpet.